martedì 16 dicembre 2008

Julian Beck

...il teatro è nel mondo, il mondo è nel teatro, il teatro è nelle strade, le strade nel teatro, e avendo sempre come obbiettivo quello di unire, allora ogni sforzo per trovare modi per sollecitare il pubblico, spingendolo a entrare, partecipazione, il famoso coinvolgimento, senso della vita, essere tutt'uno, recitare insieme...

                                                                                                          Julian Beck - Living Theatre (1979).

Questo il senso del teatro del Living. Questo il senso della Peste di Artaud. Che senso ha mostrare i percorsi della malattia? guardarsi intorno e percepire nell'altro il nemico. Quell'altro che è portatore di contagio, di morte. Che senso ha rotolare per terra in preda agli spasimi? perchè questa angoscia? perchè l'urlo artaudiano? cos'é l'urlo artaudiano? da dove viene? dove vuole andare? un tappeto sonoro che da respiri affannati cresce, cresce, cresce, travolge orecchie ancora troppo vergini. Cosa voleva dire Artaud? e Julian? cosa abbiamo voluto dimostrare, noi Mysteries 2008? La nostra Peste è stata corale. Eravamo parti di un unico organismo che si diramava nello spazio, fin negli angoli nascosti dietro alle ginocchia di spettatori attoniti, tra le mani strette e stropicciate dall'attesa di una fine, una qualsiasi, basta che finisca, ora. Perchè mi muori affianco? perchè scivoli giù dalle scale vestita di rosso? Respira ancora, respira. Guardami ancora, guarda. Non hai ancora slacciato l'ultima scarpa, vuota. Mysteries è la voce rassicurante di Cathy, a volte un po' severa, assaporata ad occhi chiusi. Mysteries è un accordo che muore in un abbraccio, è mani che toccano la schiena, contano le vertebre una ad una, accarezzano i lombi e poi le orecchie, cercano i luoghi del dolore. Mysteries è sussurrare un segreto a un uomo incantato, cullarlo senza troppi perchè, vivere con lui il momento.

Ricercare lo sguardo dell'altro per trovare gli stessi desideri.

1 commento:

Arrogalla ha detto...

mi spiace non aver assistito a così tanta intensità