domenica 8 marzo 2009

...appunti su Cesar Brie.

"Il teatro vive e muore nel presente. Vuole dire il presente, rivoltarlo, sviscerarlo, spremerlo. Perchè, racchiuso nel bozzolo di un'opera, possa restare, come credevano gli alchimisti di un tempo, l'oro puro dell'inquietudine, quella luce tremolante che non lascia in pace le ore" (Cesar Brie)

sabato 7 marzo 2009

...bivio.

...non lo so se sto scappando, non lo so, non lo so, non so più che pensare... è tutto così ingarbugliato, e io sono sola stretta al centro del nodo, mi stringe alla gola e io non so più, non so, non so più. ciò che dovrei fare è FERMARMI, dovrei fermarmi e respirare, osservare, capire... ma più vado avanti più ho paura di fare la cosa sbagliata, un giorno penso A e il giorno dopo C. Non lo so se dico NO per paura, per fuggire, per non dovermi fermare davvero, non lo so. Domani è un altro giorno, avrò un'altra risposta. Un'altra domanda?

Il corpo ritrovato. E anche di più.

Piccole suggestioni sul corpo ritrovato, mi risuonano dentro. Anzi, rimbombano.

Noi siamo ben oltre le parole. (Friederich Nietzsche)

Dietro ogni parola, c'era una volta un gesto. (André Leroi-Gourhan)

In ogni presa di coscienza vi è una crescita d'essere. (Guston Bachelard)

La conoscenza è questione di fare. (Jerzy Grotowski)

Il nostro pensiero non è se non un gioco molto raffinato della vista, dell'udito, del tatto: le forme logiche sono leggi fisiologiche delle percezioni dei sensi. (Friederich Nietzsche)

La nostra capacità di ascolto, cassa di risonanza della nostra interiorità, si modula sull'apertura dei nostri sensi al mondo. (Ivano Gamelli)

...l'intero è contenuto in ognuna della parti che lo compongono. (Ivano Gamelli)

In ogni gesto c'è la mia relazione col mondo, il mio modo di vederlo, sentirlo, la mia educazione, il mio ambiente, la mia costituzione psicologica, il mio modo di offrirmi, tutta la mia biografia. (Umberto Galimberti)

L'avventura evoca il tempo e fa vivere il corpo. Il corpo, attraverso l'avventura, esercita la presa sul mondo. (Riccardo Massa)

...le parole di Federico Fellini: "Se tutti facessimo un po' di silenzio forse qualcosa potremmo capire".

...e di Eduardo Galeano: "Un giornalista chiese alla teologa tedesca Dorothee Solle: 'come spiegherebbe a un bambino che cos'è la felicità?' 'Non glielo spiegherei', rispose, 'gli darei un pallone per farlo giocare' ".

mercoledì 4 marzo 2009

...toccare la luna.


...ho voglia di volaaaaaaareeeeeee!!!!!!!!! dispiego le ali, sono in alto, in cima, più su e poi... ...trac! perdo una piuma, poi due, e mi tengo a mezza altezza... c'è qualcosa che voglio raggiungere ma non capisco bene cosa.

E' buffo guardare negli occhi la persona che hai amato per anni e scoprire che non hai più alcuna carezza da regalargli. E' buffo? O è triste? non riesco ancora a distinguere il sapore che mi ha lasciato in bocca. 

Non ci sono più odori di casa a cullarmi. Tutto è straniero. Meravigliosamente straniero. Non c'è più la luce arancione che mi picchietta le palpebre la mattina. Campanellini appesi in aria. Dita che cercano i riccioli nel buio, li giocano, li osservano. Odore di casa, sempre, per mesi, anni. Colori che conosco, e ora così lontani.

A tratti entusiasta dei nuovi sapori, dei nuovi ritmi e tempi. A volte denti stretti e pensieri confusi stordiscono.

Adesso che il tempo sembra tutto mio

e nessuno mi chiama per il pranzo e per la cena,

adesso che posso rimanere a guardare 

come si scioglie una nuvola e come si scolora,

come cammina un gatto per il tetto

nel lusso immenso di un'esplorazione, adesso

che ogni giorno mi aspetta

la sconfinata lunghezza di una notte

dove non c'è richiamo e non c'è più ragione

di spogliarsi in fretta per riposare dentro

l'accecante dolcezza di un corpo che mi aspetta, 

adesso che il mattino non ha mai principio

e silenzioso mi lascia ai miei progetti

a tutte le cadenze della voce, adesso

vorrei improvvisamente la prigione.

                                            (Patrizia Cavalli)